Io in foto - A picture of mine

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Informazioni personali

Dottore in Scienze dell'educazione e della formazione.
Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine dei giornalisti di Sicilia e all' European Journalists Association.

Graduated in Education and forming Science.
Freelance journalist, Sicily’s order of journalists and European Journalists Association member.
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e-mail: s.cifalino@alice.it

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ARTICOLI - ARTICLES


giovedì 15 marzo 2018

DISOCCUPAZIONE E PRECARIATO IN ITALIA



Oggi l’Europa, ed in modo specifico il sud dell’Europa, sta attraversando un periodo di instabilità economica, soprattutto per lo scarso potere di acquisto dell’euro  e per risorse non debitamente sfruttate. In Italia vi è anzi, sotto questo profilo, una recessione.
Essendo cittadino del sud Italia, mi viene spontaneo fare notare come in questo momento il susseguirsi di licenziamenti sempre più frequenti, la mancanza di posti di lavoro, la disoccupazione, il taglio della spesa pubblica, stiano rendendo impossibile non soltanto la crescita economica ma la sopravvivenza stessa di molte categorie di lavoratori. In particolare, il settore industriale al sud è penalizzato anche da una maggiore tassazione applicata sui prestiti per le aziende rispetto al nord. Ne è un esempio l’aumento di piccole e medie imprese costrette al fallimento.
Inoltre, sono molti i giovani che oggi vengono privati nelle loro legittime aspettative di inserirsi nel tessuto sociale attraverso il lavoro. Neanche il conseguimento del diploma di laurea riesce a garantire loro l’accesso al mondo del lavoro,  se non con piccoli impieghi, mal pagati, a tempo determinato e spesso per nulla attinenti al percorso di studi svolto.
Vi sono operatori nel campo scolastico che vivono nel precariato tutta la vita lavorativa senza mai essere stati stabilizzati (nonostante decreti di legge prevedano la stabilizzazione dopo tre anni di anzianità di servizio).
La futura compagine politica adempirà alle promesse fatte in campagna elettorale in materia di lavoro? Staremo a vedere.

                                                                                        Salvatore Cifalinò


mercoledì 21 febbraio 2018

THREE ITF TOURNAMENTS IN SOLARINO


Organized by the director of the "Leonardo Tennis Academy", coach Renato Morabito (in the picture on the left), the appointment with the great female tennis in southern Italy is repeated, in the structures of the "Zaiera Hotel" of Solarino, in the province of Siracusa.
The area of Siracusa, as we know, is well known for its focus on national and international tennis tournaments.
From February 17th to March 10th 2018, three consecutive tournaments of the ITF Women's Pro Circuit are taking place on the carpet courts of the Zaiera Tennis Resort, each with a money prize of $ 15.000, in which several professionals in the top 200 of the world ranking will compete with the best emerging players. Every day it is possible to follow different matches, from 9 am to 6 pm, with free entry.
The coach Renato Morabiato, on this occasion, wanted to "thank for the hospitality the director of the Resort and the sponsors". The mayor of Solarino Sebastiano Scorpo highlighted "how the city is satisfied that this international women's tournament of the ITF (International Tennis Federation), in southern Italy, has been taking place in Solarino for four years".
Satisfaction for the organization was also expressed by the director of the Resort, which sees its own structure increasingly crowded with tourists and visitors.
The qualifying matches of the first tournament took place on Saturday and Sunday 17th and 18th, while from Monday 19th the event got into its high point with the matches of the main draw. Eventually on Saturday 24th of February there will be final of the first tournament. Then on Saturday 24th and Sunday 25th the qualifications of the second tournament will start and on March 3rd the second tournament will end with the final. Afterwards, on Saturday 3rd and Sunday 4th of March, the qualifications of the third and last tournament will take place, and it will end with the final on March 10th.
Among the confirmed protagonists of the event there is great expectation for the Dutch tennis player Michaëlla Krajicek, a player who can count already many participations in the most important tournaments of the WTA (Women's Tennis Association) circuit.


                                                                                                       
Salvatore Cifalinò

LA MUSICA E LE SUE ORIGNI



Volendo ricostruire la storia della musica, essa nasce con l’uomo e dipende dall’interpretazione che ognuno di noi riesce a dare, così come avviene nel linguaggio. I tentativi moderni di fornire una illustrazione riassuntiva e universale della musica rendono manifesta la molteplice generalità del fenomeno e implicano la consistenza concettuale che contraddistingue la riflessione sulla musica. 

Il musicista e compositore italiano Luciano Berio nel descrivere la musica, tra l’altro, scriveva: “La musica è tutto quello che ascoltiamo, con l’attenzione di ascoltare, perché tutto può diventare musica.”Nella filosofia antica la musica assume un ruolo sociale e politico poiché essa incide sul comportamento individuale e sociale in modo tale da entrare nel campo dell’etica. In particolare, nella filosofia greca la prima riflessione sulla musica si trova nella scuola pitagorica che scopre il rapporto tra musica e matematica. Infatti, a Pitagora si deve la scoperta secondo la quale i differenti toni di una scala sono legati a rapporti fra numeri interi. 
Gesuele Sciacca

Il dirigente medico Gesuele Sciacca, raffinato compositore di musiche per orchestra, musicoterapista e compositore, scrive: “Il nostro cervello, attraverso un calcolo matematico, riconosce quando le frequenze esterne siano tra loro in relazione tale da rappresentare un flusso di informazioni ben precise, capaci di richiamare ricordi ed emozioni. La musica è organizzazione dei suoni e dei rumori nel corso del tempo e dello spazio; è arte in quanto capace di esprimere l’interiorità della persona che la produce; è scienza in quanto studio della nascita dell’evoluzione e dell’analisi della struttura dei suoni. Essa è anche attività artistica ed una forma di comunicazione eccezionale. L’azione che la musica riesce ad esercitare sul nostro cervello è elevata perché riesce a stimolare lo sviluppo delle capacità logiche; giunge ad evocare e a rafforzare emozioni e agisce come terapia sia a livello psicologico che a livello fisico”. 
Il filosofo tedesco Gottfried Wilhelm von Leibniz, scrivendo al suo connazionale Christian Goldbach, precisava: “La musica è una pratica occulta dell’aritmetica, dove l’anima non sa di calcolare.” L’universo, dal macro al microcosmo, presenta aspetti fisici e matematici che ubbidiscono esattamente alle stesse leggi che regolano i rapporti tra i suoni. 

Volendo approfondire la prospettiva culturale, la musica riveste un ruolo importante nel campo della comunicazione in quanto, come linguaggio universale, travalica i codici verbali attraverso le vibrazioni, i suoni, i ritmi e le melodie. Secondo molti studiosi, comunicare attraverso la musica aiuta allo sviluppo intellettivo, emotivo, affettivo e alla crescita della personalità dell’individuo. In particolare, nella prima infanzia, facilita la socializzazione e la valorizzazione svolgendo un ruolo educativo e creativo.  
Diversi  antropologi e musicisti, hanno condotto ricerche e studi sulle funzioni che l’attività musicale riesce a svolgere nella socializzazione e nella comunicazione. 
L’etnomusicologo statunitense Alan Parkhurst Merriam,  in un suo scritto elenca alcune funzioni musicali tra cui: espressione delle emozioni, godimento estetico, intrattenimento, comunicazione, rappresentazione simbolica, stimolo della risposta fisica, potenziamento del conformismo e del rispetto delle norme della società, supporto delle istituzioni sociali e dei riti religiosi, contributo alla continuità e alla stabilità della cultura, cooperazione all’integrazione sociale. 
L’etnologo italiano Francesco Giannattasio, riferendosi al concetto di musica come comunicazione, seppure in maniera più generale, classifica le seguenti funzioni: funzioni espressive, funzioni di organizzazione e supporto delle attività sociali, funzioni di induzione e coordinamento sensorio-motorio.
Secondo lo scrittore, filosofo ed educatore russo Lev Tolstoj, la musica è un mezzo di unione tra gli uomini attraverso la comunicazione  espressiva dei sentimenti. E in questa direzione - afferma Tolstoj - si moltiplicano le attenzioni verso il linguaggio musicale che  pone le basi per la costruzione di un dialogo e di un confronto che favorisce la comunicazione tra persone, valorizzando le identità e le differenze caratteristiche di ogni nazione. Ogni scienza, infatti, possiede un linguaggio proprio e specifico fatto di suoni e riti che riflettono ideologie ed usanze diverse. Tutti i linguaggi musicali contengono un messaggio, un dialogo comunicativo, con la precisa intenzione di esprimere uno stato emozionale di condivisione  e coesione.
Carmelo Ricciardi  
Il giovane musicista siciliano Carmelo Ricciardi, docente di saxofono all’Istituto “Ugo Foscolo” di Taormina, spiega: ”La musica può essere contestualizzata e applicata in diversi strati e sfaccettature riconducibili ai diversi stili del genere musicale. Il concetto musicale è un pensiero astratto che si concretizza fisicamente nel momento in cui due corpi vibranti entrano in contatto tra di loro e da lì scaturisce un’infinita possibilità di produrre suoni armonici e melodie.”
Da sempre, il messaggio della musica è un mezzo intramontabile ed efficace per una comunicazione che entra nel cuore di chi l’ascolta. Non c'è persona che al sentire di un semplice suono non pensi ad immagini talvolta nascoste fra i ricordi. 

                                                                                            Salvatore Cifalinò

martedì 20 febbraio 2018

TRIS DI TORNEI ITF A SOLARINO


Il maestro Renato Morabito
Organizzato dal direttore della “Leonardo Tennis Academy”, maestro Renato Morabito,  si ripete l’appuntamento con il grande tennis femminile nel sud Italia, nelle strutture del  “Zaiera Hotel”  di Solarino (Siracusa). La provincia di Siracusa è ben nota per la sua attenzione rivolta ai tornei nazionali ed internazionali di tennis.
Dal 17 febbraio al 10 marzo 2018 sui campi in carpet del Zaiera Tennis Resort si terranno tre tornei consecutivi dell’ITF Women’s Pro Circuit, ciascuno con montepremi di $15.000, nei quali diverse professioniste tra le prime 200 del ranking mondiale si confronteranno con le migliori emergenti. Gli incontri si svolgeranno tutti i giorni, dalle ore 9 alle ore 18, con ingresso libero.
Campi da tennis del Zaiera tennis resort
Il maestro Renato Morabiato, per l’occasione, ha voluto “ringraziare per l’ospitalità il direttore del Resort  e gli sponsor”.  Il sindaco di Solarino Sebastiano Scorpo ha sottolineato “come  la città sia soddisfatta che questo torneo internazionale femminile dell’ITF (International  Tennis Federation), nel sud Italia, si svolga a Solarino già da quattro anni”. 
Compiacimento per l’organizzazione è stato espresso anche da parte del direttore del Resort che vede la propria compagine sempre di più riempirsi di turisti e visitatoti. 
Gli incontri di qualificazione del primo torneo si sono svolti nelle giornate di sabato e domenica 17 e 18, mentre da lunedì 19 l'evento entra nel vivo con i match del tabellone principale, per poi concludersi sabato 24 febbraio con la finale del primo torneo. Si ripartirà poi sabato 24 e domenica 25 con le qualificazioni del secondo torneo, che si concluderà il 3 marzo con la finale. A seguire, nelle giornate di sabato 3 e domenica 4 marzo, avranno luogo le qualificazioni del terzo ed ultimo torneo, che si concluderà con la finale del 10 marzo.  Tra le sicure protagoniste c’è grande attesa per l'olandese  Michaëlla Krajicek,  una tennista che ha già al suo attivo numerose partecipazioni nei più importanti tornei del circuito WTA (Women’s Tennis Association).                                                    


                                                              Salvatore Cifalinò                                                                      

giovedì 15 febbraio 2018

AZIENDA OSPEDALIERA VITTORIO EMANUELE INAUGURATO AL POLICINICO DI CATANIA IL POLO ALTE SPECIALITA’ SANITARIE

da sin. Nello Musumeci, Ruggero Razza, Francesco Basile, Paolo Cantaro, Enzo Bianco, Walter Ricciardi, Massimo Inguscio   
Il nuovo edificio, denominato  CAST  (Centro alte specialità e trapianti),  è stato inaugurato nei giorni scorsi. Esso  raffigura una delle più moderne realizzazioni  sanitarie del sud Italia e concentra,  in una unica sede, discipline ad elevata tecnologica e specializzazione sanitaria. Comprende: Clinica Chirurgica, Chirurgia Vascolare e dei Trapianti, Cardiologia con Emodinamica, Ematologia con Trapianto.
Il robot
“Il complesso operatorio  - fa notare il prof. Paolo Cantaro, direttore generale  dell’Azienda Policlinico - è dotato anche di un robot chirurgico  di ultima generazione: una sofisticatissima, preziosa apparecchiatura nel rendere multimediali tutte le sale operatorie, sia dal punto di vista didattico che scientifico-divulgativo.”  Nell’ambito cardiovascolare ci saranno una terapia intensiva di rianimazione e spazi accorpati di degenza e di attività specialistiche, forniti di strumentari moderni,  tra cui un complesso chirurgico collegato per favorire il lavoro di equipe plurispecialistica per il trattamento delle patologie cardiovascolari  e nella chirurgia dei trapianti, proiettata nella cerchia delle patologie del cuore, rene, pancreas, fegato e midollo,  servizi di supporto come Radiodiagnostica, Rianimazione e Terapia intensiva post-chirurgica,  Laboratori di Oncoematologia e di Crioconservazione. “Tutto ciò - dice il prof. Francesco  Basile, Magnifico Rettore dell’Università degli  Studi di Catania, che dirigerà la Clinica Chirurgica – da garanzie al paziente nel percorso della sua cura,  con benefici in termini di conforto e sicurezza.”  Sarà rafforzata la “Casa Santella”, che accoglie e alloggia gratuitamente i congiunti non residenti di ammalati cronici.
La sala operatoria
Alla presentazione del nuovo Polo hanno partecipato: Massimo Inguscio, presidente del C. N. R. (Consiglio nazionale delle ricerche); Walter Ricciardi, presidente Istituto Superiore della Sanità; Enzo Bianco, sindaco della città metropolita di Catania; Ruggero Razza, assessore regionale della Salute; Nello Musumeci, presidente della Regione siciliana. 
                                                                                                             
                                                                                                    Salvatore Cifalinò
                                                                                   

mercoledì 24 gennaio 2018

“UNA MATTONELLA PER IL BEATO”

La vecchia casa al civico 16 di via Soldato Salvatore Torrisi  di  San Giovanni la Punta, in cui il 26 dicembre del 1907 nacque  Gabriele Maria Allegra, è in fase di ristrutturazione e  diventerà luogo di culto. La casa natale del beato, grazie soprattutto alle donazioni dei fedeli cristiani cinesi, in data 10 maggio 2017 (rogito notarile redatto dal notaio Antonio D’Amico in Acireale, numero di repertorio 184154), viene acquistata dalla Provincia dei frati Minori di Sicilia. Questi, con scrittura privata di comodato d’uso gratuito, nel mese di luglio del 2017  hanno affidato l’immobile  ad  “uso esclusivamente religioso e di culto, aperto a tutti i pellegrini” alla “Associazione Gabriele fra le genti Onlus” , della quale fanno parte alcuni familiari del beato.  
La casa natale di padre
Gabriele Allegra
“Le scelte progettuali di restauro  - scrive tra l’altro l’ing. Fabio Domenico Lombardo - sono partite dalla memoria del luogo. La casa natale del beato Gabriele Allegra è uno spazio dove sono chiaramente percepibili  l’intimità ed il calore delle vicende umane e familiari che l’hanno abitato e vissuto. L’idea del restauro è partita proprio da queste tracce e dal presupposto di conservare e ripristinare la consistenza originaria  dello spazio, restituendolo libero dai segni dell’incuria e pronto ad una nuova prospettiva di crescita.”
“Per sostenere i costi del restauro - fa sapere ‘l’associazione Gabriele fra le genti Onuls’ - è stata avviata una raccolta fondi dal titolo  una mattonella per il  beato. E’ una iniziativa che ci vede costruttori di pace; la casa natale del beato diverrà Casa di accoglienza e spiritualità. Il  nome e cognome di chi avrà contribuito con un piccolo aiuto economico sarà inciso su una mattonella che farà parte della fabbricato; sarà pietra visibile e fondante dell’inizio di una grande opera di bene e allo stesso tempo per noi segno di gratitudine per la generosità ricevuta.”
Fra' Vincenzo Soffia celebra la messa
 nel cortile della casa del  beato Allegra
L’importo da versare per la tua mattonella  è di euro 50 (cinquanta) ma, volendo, si possono versare anche somme maggiori.
Il bonifico bancario va fatto sul conto intestato “Gabriele fra le genti Onlus” - banca popolare di Milano  - iban:  IT 83 E 05034 84200 000000001050 - cod. SWIFT: BAPPIT21C93 . Causale: Una mattonella per il beato.
Alla posta: sul conto corrente postale intestato a “Gabriele fra le genti Onlus”
iban: IT 78 Z 07601 16900 0010257 62723 – Cod. SWIFT: BPPIITRRXXX. Causale:  Una mattonella per il beato.
Oppure, con bollettino postale, indicando  il numero di conto 1025762723. Causale: Una mattonella per il beato.
E-mail: gabrielefralagenti@gmail.com
                                                                                       

 Biografia  del Beato

Fra' Gabriele Allegra
Frà Gabriele Allegra, sebbene fosse nato il 26 di dicembre del 1907, all'anagrafe venne registrato il 2 di gennaio del 1908. I suoi genitori erano poveri, ma profondamente religiosi. Il padre  faceva il contadino, la madre era casalinga. Gabriele, al termine delle scuole elementari, entrò nel collegio serafico di San Biagio di Acireale. Poi svolse Il noviziato nel convento San Vito in Bronte, dove intensificò la devozione, la meditazione  e l’amore per San Francesco. Emise i voti semplici nell’ottobre del 1924, anno in cui ritorna ad Acireale per compiervi gli studi umanistici e filosofici.  A Roma, nel Collegio Internazionale di Sant’Antonio, continua la sua formazione nello stile di vita francescano. Nel 1930 viene ordinato sacerdote e nel 1931 padre Gabriele si imbarca alla volta della Cina, destinazione il seminario Minore di Hengyang , in cui consolida il sogno di tradurre la Bibbia in lingua cinese.   Padre spirituale dei piccoli seminaristi, viene poi nominato Rettore del seminario. Vivere nello stile di vita del popolo cinese, gli permette di approfondire la cultura e la storia di quella gente e di comprendere più velocemente la lingua cinese. Nell’aprile del 1935 completa la traduzione della Sacra Scrittura in lingua cinese e successivamente fonda uno Studio Biblico francescano a Pechino, inaugurato nel 1945. Nel 1948 trasferisce lo Studio Biblico a Hong Kong. Nel 1955 viene insignito della laurea Honoris Causa in Sacra Teologia, quale riconoscimento alla sua biblica cultura e all’immenso lavoro di traduzione . Sono stati tanti i viaggi che padre Allegra compiva in particolare  tra la Cina, l’Italia, e la Sicilia. Quando gli chiedevano se lui si sentisse più italiano o cinese egli, sorridente, nel suo dialetto rispondeva: “sugnu  sicilianu, italianu e cinisi.”
Negli ultimi mesi di vita, malgrado  la sua salute fosse messa a dura prova, amava ritornare tra i lebbrosi e i bambini poliomielitici.
Giovanni Paolo II lo indicò come “uomo del dialogo tra Cristo e la Cina”.
Muore ad Hong Kongi il 26 di gennaio del 1976 e nel 1986 il suo corpo viene trasferito in una cappella della chiesa di San Biagio di Acireale.
Il 29 settembre del 2012, ad Acireale,  avviene la sua proclamazione a Beato.

                                                                              
Salvatore  Cifalinò   
                                                 
                      

giovedì 4 gennaio 2018

VITA DI UN PARLAMENTARE E DI UN CONTADINO A CONFRONTO. DUE INTERVISTE IMMAGINARIE

In Italia abbiamo una terminologia molto varia, esistono parole che coincidono con sinonimi di altri termini, ma vi sono delle regole ben precise che si dovrebbero rispettare quando, ad esempio,  chiediamo di pagare una determinata prestazione.  Sappiamo che :
   Un momento nel Parlamento italiano
SALARIO: è il corrispettivo del lavoro svolto da un modesto collaboratore.
I sinonimi sono: paga, stipendio, retribuzione, remunerazione, compenso, onorario, parcella, ricompenso, guadagno, emolumenti.
RETRIBUZIONE: è il compenso che spetta a chi svolge un qualsiasi lavoro.
I sinonimi sono: ricompensa, premio, stipendio, salario, paga, mensile, appannaggio, emolumenti, rimunerazione, parcella, corrispettivo, onorario.
EMOLUMENTI: sono le retribuzioni per i servizi di tipo professionale.
Etimologia,  dal latino emolumentum. In origine la parola indicava la somma da pagare  per macinare  il grano.
I sinonimi sono: paga, stipendio, salario, parcella, onorario, provvigione, compenso, retribuzione.
STIPENDIO: è il pagamento mensile di impiegati o funzionari.
Etimologia, dal latino stipendium  (stipsi e pendere) = moneta da pagare
I sinonimi sono: retribuzione, salario, compenso, rimunerazione, onorario.
MENSILE: è il compenso di ogni mese.
I sinonimi sono: stipendio, paga, retta.
PARCELLA: è la nota delle spese dovuta ad un libero professionista.
I sinonimi sono:  onorario, conto, competenze.
ONORARIO: è il corrispettivo che spetta ad un libero professionista.
CORRISPETTIVO: è l’equivalente in denaro corrisposto per un determinato servizio.
PROVVIGIONE: è il compenso in percentuale che spetta ad un professionista che vende uno o più prodotti per conto di una azienda.
Immaginando di intervistare un onorevole del Parlamento italiano e,  volendo sapere quanto egli guadagni al mese, certo non gli direi che salario percepisce? Eppure, salario lo troviamo anche nei sinonimi di emolumenti.
Direi: Onorevole, scusi, a quanto ammontano i suoi emolumenti?  Egli,  con gli occhi sorridenti e birbanti (scherzo e mi scuso con gli onorevoli), mi potrebbe rispondere così:
“Sa, lo stipendio al  lordo è di circa 22.000 euro, che al netto poi si riducono sì e no a 10.000 euro al mese. Lei lo capisce, con i tempi che attraversiamo, un euro che vale meno delle vecchie mille lire, il caro vita in generale, mi creda, faccio fatica ad arrivare a fine mese e, non le nascondo, che per tirare avanti qualche volta sono costretto a usufruire del fido bancario o chiedere qualche prestito alla banca.” 
Aggiungerei: Ma voi  godete di tante agevolazioni, ne cito soltanto alcune:  viaggiate gratis sui treni, negli aerei, avete il  pedaggio gratis in autostrada, le auto blu.
“Le ripeto - potrebbe affermare l’onorevole, già infastidito dalle mie domande  -  che faccio fatica ad arrivare a fine mese! Ma lei lo sa quanti soldi spendo solo per i taxi, le cene che offro, specialmente nel peridio che precede le lezioni?  E lo stress, lo stress, lei non lo conta? Scusi, sig. giornalista, ma lei picchì non si fa i fatti so’, mi sta parennu baccidderi pi daveru! Non n’avi chiffari?”
Ancora nel mio immaginario. Un giorno incontro un vecchietto che conosco da tempo, gentile e sempre pronto ad offrirmi un caffè. Dopo i saluti, gli chiedo:
Mi dice quanto prende di pensione ?
“Lo sa - egli mi risponderebbe  - nella mia vita non ho avuto molta fortuna nel lavoro, ma, grazie a Dio, posseggo una piccola casa (due vani con servizi) che mi hanno lasciato i miei genitori  e  così non devo  pagare affitto. Non ho una macchina, non mi serve,  cammino a piedi, che fa bene anche alla salute e neanche mi sposto da questo piccolo paese, unni a’ ghiri ennu!  Ah, scusi, duttureddu, lei diceva della mia pensione? Prendo quella minima, detta anche assegno sociale, circa 500 euro al mese.”
E le bastano?
“Si, si, ci fazzu bastare, ‘u nicissario  non mi manca, non mi pozzu  lamentari;  godo di buona salute e vivo serenamente. Ho anche un piccolo orticello e la verdura non mi manca, così come qualche uovo quando le mie due galline ne fanno.”                                                                                                            
                                                                                                                                                 
                                                                                                       Salvatore Cifalinò
                                                                                   

domenica 31 dicembre 2017

LA SLOVENIA, UNA NAZIONE DA VISITARE


La Slovenia è un Paese sorprendente. In questo piccolo pezzetto d’Europa si possono ammirare innumerevoli attrazioni naturalistiche; vi sono più di 200 musei e, tra i più importanti, il museo nazionale delle Scienze naturali. La Slovenia è anche un Paese ricco per la sua architettura; la capitale, Lubiana, rappresenta i capolavori del famoso architetto europeo Jozc Plecnik. Essa è la nazione delle chiese, con le proprie caratteristiche culturali e architettoniche. Nel confine Italo-Sloveno si è sviluppata la scuderia di Lipica, dei cavalli li-pizani, in cui si svolgono manifestazioni ippiche al livello internazionale.
Il lago di Bled
Si possono visitare con un trenino elettrico le grotte di Postumia, con i suoi 21 kilometri di gallerie sotterranee.
Vi è il panoramico castello di Bled, il più antico della Slovenia. E le grotte di S. Ganziano, situate nell’ omonimo parco regionale e per l’importanza del territorio naturale nel 1986 sono state iscritte nell’ elenco dell’ UNESCO.
La Slovenia è un Paese ospitale che stupisce piacevolmente il visitatore, anche per la ricchezze delle specialità gastronomiche. Le trattorie sono spesso a conduzione familiare e tra i piatti di tutti i giorni sono popolari quelli fatti con verdure e ortaggi in genere.
Il parco del Tricorno
In ogni regione di questo paese non manca la potica, dolce ripieno di noci con semi di papavero, uvetta, erbe, ricotta e miele. Famoso è il prosciutto crudo sloveno del Carso, stagionato alla bora, che ben si accompagna con i vini pregiati provenienti da aziende vinicole locali.
La Slovenia è un paese che culturalmente arricchisce il turista.


                                                          Salvatore Cifalinò
                                         

venerdì 1 dicembre 2017

IL CASTELLO ARABO-NORMANNO DI CALATABIANO IN SICILIA


“ STORIA, CULTURA E PAESAGGIO MAGICO DELLA SICILIA”

Sulla costa della Sicilia orientale, a pochi chilometri da Taormina e distante da Catania appena 30 kilometri spicca  il sito archeologico del castello di Calatabiano. I lavori di restauro, finalizzati al recupero e alla promozione turistica e culturale del sito, hanno compreso diverse importanti opere; fra queste, oltre al percorso storico-archeologico, la realizzazione di stupende sale riunioni che possono ospitare convegni ed eventi culturali di altissimo livello.

Il Castello si può raggiungere a piedi percorrendo un sentiero o, in pochi minuti, con un grande ascensore panoramico inclinato - il più grande in Sicilia - dal quale già appare un fantastico paesaggio da cui si possono ammirare  la vallata in cui scorre il fiume Alcantara, il golfo di Naxos e il più  grande vulcano attivo d’Europa: l’Etna.
Durante gli scavi archeologici, curati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, sono venuti alla luce reperti che hanno permesso di individuare un preesistente insediamento greco- romano, che i bizantini successivamente hanno fortificato per difendersi dagli arabi i quali, tuttavia, lo conquistarono saccheggiandolo e lo chiamarono “Kalaat-al Bian (rocca di Biano).
Sala Cruyllas
Dopo il periodo normanno-svevo,  angioino e aragonese, il castello passò nelle mani della famiglia spagnola Cruyllas che, nel XIX secolo, quando ormai era abbandonato, ritornò ai vescovi e quindi alla diocesi di Acireale, provincia di Catania, che ne ha voluto il recupero.
Durante i lavori di reupero è stato impiegato anche un asino, oltre che un elicottero, per trasportare i materiali sulla rocca.
                                                                                                     
                                                                           
  Salvatore Cifalinò
                                                                                 


martedì 28 novembre 2017

SEI MILIONI DI PERSONE ALL’ANNO MUOIONO A CAUSA DEL FUMO


I numeri di morti a causa del fumo della sigaretta e del tabacco in genere sono da Olocausto: circa 6.000.000 di persone all’anno nel mondo muoiono a causa del fumo.
In Italia attualmente  il fumo causa circa 80.000 morti all’anno e più del 25% coinvolge persone tra i 35 ed i 65 anni di età. Di questi decessi, 40.000 sono per cancro polmonare, 15.000 per malattie respiratorie croniche, 22.000 per malattie cardiovascolari.
Secondo i recenti dati Istat, nel nostro Paese la dipendenza dal fumo riguarda soprattutto i giovani. Tra i soggetti di sesso maschile vi sono più fumatori nell’età compresa tra  i 25 e i 34 anni, mentre tra le donne sono quelle tra i 20 e i 24 anni a fumare di più. Circa il 70 per cento dei fumatori prova la prima sigaretta dai 15 ai 17 anni. Ma un dato allarmante riguarda la percentuale, di quasi il 14 per cento, dei giovani che iniziano a fumare addirittura prima dei 15 anni.
Dati scientifici dimostrano che fumando 20 sigarette al giorno il fumatore introduce nell’organismo 70.000 carichi di nicotina. Questa sostanza, oltre a provocare assuefazione, una volta inalata raggiunge il cervello in 7 secondi provocando modificazioni nella sua attività. La nicotina contiene oltre 2.000 sostanze tossiche, che derivano dalla simultanea combustione del tabacco e dei suoi conservanti.
le sigarette procurano danni ai polmoni 
Il fumo inoltre provoca il restringimento dei vasi sanguigni favorendo l’insorgenza dell’aumento della pressione arteriosa, ed è anche causa dell’ invecchiamento precoce della pelle. Tra le altre conseguenze, si indeboliscono le difese immunitarie, diminuisce notevolmente la libido, si incorre alla caduta dei capelli e al danneggiamento dei denti, ma soprattutto fumare accorcia la vita. Una persona che fuma 10-20 sigarette al giorno “brucia” 10-15 anni della sua esistenza. Il fumo è anche responsabile dei tumori a: cavità orale, faringe, laringe, vescica, esofago, rene, pancreas, collo dell’utero. I neonati di madri fumatrici di
solito pesano  di meno e hanno un rischio di mortalità perinatale più elevato  rispetto a quelli nati da madri non fumatrici.
Anche quella che può sembrare una semplice incuria, ossia buttare per  terra mozziconi di sigarette, causa danni all’ambiente per via delle sostanze tossiche contenute nelle sigarette.      
i mozziconi  di  sigarette creano
 rifiuti tossici per l’ambiente
Smettendo di fumare si ha un miglioramento della respirazione, si riscoprono sapori,  profumi, si hanno maggiori prestazioni nelle attività fisiche. Migliora anche l’aspetto personale e l’autostima, denti più bianchi, pelle più fresca, alito gradevole, spariscono i cattivi odori dai vestiti e dagli ambienti. Le donne non fumatrici ritarderanno l’età della menopausa rispetto a quelle fumatrici e gli uomini non fumatori avranno una considerevole riduzione di rischio di impotenza. Non fumando, oltretutto, si ha un notevole risparmio economico, e migliora la nostra immagine agli occhi di chi ci circonda. E allora, perché mandare in fumo la nostra salute?

                                                                   Salvatore Cifalinò