Io in foto - A picture of mine

Io in foto - A picture of mine

Informazioni personali

Dottore in Scienze dell'educazione e della formazione.
Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine dei giornalisti di Sicilia e all' European Journalists Association.

Graduated in Education and forming Science.
Freelance journalist, Sicily’s order of journalists and European Journalists Association member.
____________________________________________________________________________________________________________________________

Contatti

e-mail: s.cifalino@alice.it

_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

ARTICOLI - ARTICLES


venerdì 3 luglio 2020

ANTICHI CALZOLAI. QUANDO COSTRUIRE LE SCARPE ERA UN’ARTE

Un giovane calzolaio negli anni '50
Erano gli anni ’50  e ricordo ancora l’odore della pelle e del cuoio che mio padre adoperava per costruire  o riparare le scarpe.
A  quei tempi le scarpe venivano costruite su misura e interamente a mano, ancora non c’erano i macchinari.
Fare il calzolaio era considerato un mestiere, ma anche un’arte. Il calzolaio, per fare un paio di scarpe, prima  disegnava il modello della scarpa  che aveva in mente su un foglio di carta, di quella che trovava, che poteva essere il foglio di un giornale o di carta paglia.  Successivamente il modello di carta veniva incollato su un cartone leggero che permettesse  al calzolaio di tagliare bene la tomaia e le fodere che poi avrebbero avvolto la forma.
A quei tempi le forme erano di legno e il calzolaio, di volta in volta, le modellava in base alla forma anatomica del piede del cliente. Per rendere ben rafforzata la scarpa, tra la tomaia e la suola  veniva applicato il guardolo  (fascia di cuoio di circa 4 centimetri), sagomato intorno ai bordi della forma.
 Il guardolo (in lingua siciliana ‘u vaddiuni),
La cucitura del guardolo
perché si potesse plasmare , prima veniva messo in bagno nell’acqua in un contenitore di terracotta (chiamato ‘u scifu)  per circa 5/6 giorni. Per completare un paio di scarpe, normalmente, occorreva una settimana di duro lavoro. Ora tutto è cambiato, le scarpe vengono costruite nelle fabbriche attraverso “catene di montaggio”;  non ci sono più  i ciabattini  di un tempo, ma rimangono ricchezze  del sapere e di tradizioni che faremmo bene a trasmettere  ai giovani affinché non vengano perdute.

Salvatore Cifalinò


Nessun commento:

Posta un commento